per l’Arte

Prospettive

Gabriele Basilico
Appunti di un misuratore di spazi

 

Sulla scia del volume Money! Arte Economia e Globalizzazione, proseguiamo una lettura del panorama contemporaneo alla ricerca di quei punti di contatto tra economia e arte che spesso offrono spunto all’intuizione.

Grazie alla preziosa collaborazione dello Studio Basilico e di Photo&Contemporary, Tosetti Value è lieta di presentare una selezione di opere tra le più significative del maestro milanese.

Fotografo immerso nella complessità della cultura urbana che ha caratterizzato la seconda metà del 900, l’autore ci accompagna in un percorso che attraverso i nodi storici del suo lavoro, illustra l’evoluzione del paesaggio urbano nel tempo globalizzato. Il percorso espositivo si apre con i primi lavori di Basilico sull’archeologia industriale e illustra lo slittamento del centro di produzione dalla fabbrica alla città. Milano. Ritratti di fabbriche, pubblicato, (1981) è il capofila di una serie di libri che faranno da contrappunto alle tappe di un intenso percorso artistico.

Attraverso lo sguardo di un attento “misuratore di spazi” , come l’autore stesso amava definirsi, entriamo progressivamente nel cuore verticale dei più importanti centri urbani per poi allontanarci ed allargare la visione alle più ampie e recenti vedute. Europa America e Asia rappresentate dalle loro principali metropoli si alternano a suggerire il processo di ibridazione che annulla ogni distanza geografica. Nel restituire la frammentarietà del nostro tempo, Basilico ci guida nel “luogo globale” che ha inseguito con emozione e metodo.
Prima degli anni ’80, agli albori della sua carriera artistica, l’autore scopre tra le pagine di cataloghi e monografie quei capisaldi della fotografia che ispireranno la sua poetica: dalla poesia urbana di Eugène Atget al rigore socio-antropologico di August Sander e Walker Evans fino all’approccio analitico di Bernd & Hilla Becher . La fotografia di Basilico non celebra l’architettura ma stabilisce un’empatia con il corpo urbano, riflettendo sul valore estetico degli edifici in rapporto alla loro funzione sociale. Lontano dall’urgenza tempistica dello “scatto rubato”, il maestro si salda alla tradizione di quei fotografi che hanno trovato nella “lentezza dello sguardo” la chiave per osservare fuori e dentro di sè.

Catalogo della mostra

Esposto:
Settembre 2015 / Dicembre 2015