Economia e Finanza

A cura di Mario Calvo-Platero

• Valutazioni congiunturali e politiche sugli Stati Uniti •

È in giugno che hanno preso corpo le grandi manovre per la volata finale che porterà alle elezioni del Midterm di novembre, cruciali per la presidenza Trump.

I primi risultati di importanti primarie sia in campo repubblicano che democratico, il ritiro di Anthony Kennedy, uno dei Giudici della Corte Suprema, le forti tensioni commerciali corredate da una storica decisione degli Stati Uniti di non firmare la dichiarazione del G7 canadese, l’offensiva sull’amministrazione dell’immigrazione ai confini con il Messico, l’annuncio del vertice di Trump e Putin a Helsinki,  il vertice di Singapore con la Corea del Nord, hanno tenuto costantemente Donald Trump al centro delle cronache mondiali.

Il riflettore si spegne su Kim Jong-un e si accende su Putin ma al centro del palcoscenico della politica internazionale e interna resta sempre il Presidente americano. Nonostante gli attacchi dei media e dell’opposizione per il suo modus operandi, nonostante le accuse continue che definiscono questa amministrazione come impreparata e poco professionale, la macchina di governo di Trump ha messo a segno importanti azioni politiche sia sul piano interno che esterno mostrando una grande capacità per la gestione simultanea di più dossier, tutti impegnativi.

Alcune azioni sono state controverse, pensiamo alla separazione dei figli dai genitori ai confini col Messico o al dialogo di poca sostanza sul nucleare con Kim Jong-un, un leader che gioca con la vita degli individui. Ma, se non sul piano della sostanza, su quello della credibilità popolare le immagini in arrivo da Singapore o i tweet aggressivi sull’immigrazione, hanno certamente rafforzato Trump che si propone di fare da traino per molti collegi alle elezioni di novembre.

Si aggiunga che economia e occupazione continuano ad andare bene nonostante le minacce commerciali e che la Federal Reserve manterrà un occhio vigile su tassi e mercati.