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Iran: prospettive tra Antica Persia e industrializzazione

 

Nel 2016 il PIL dell’Iran era pari a circa 400 miliardi di Dollari, dimensioni paragonabili a quelle della Norvegia e circa il doppio del Portogallo. L’Iran ha una popolazione superiore agli 80 milioni di persone, livello simile a quello della Germania, ma con un PIL pro capite di circa 5000 Dollari, un quarto di quello della vicina Arabia Saudita. L’economia iraniana, che secondo il FMI dovrebbe essere cresciuta in misura prossima al 4% nel 2017, è caratterizzata da ampie aree di intervento statale e dalla forte dipendenza dal petrolio. L’Iran è il settimo produttore mondiale di oro nero con oltre 4 milioni di barili giornalieri, e detiene riserve per 158 miliardi di barili, quantità inferiore solo a quelle di Venezuela, Arabia Saudita e Canada. Lo sviluppo dell’economia è stato limitato negli ultimi lustri dall’imposizione di sanzioni economiche da parte di ONU (dal 2006), USA (dal 1995) e Unione Europea (dal 2007), determinate dal rifiuto iraniano a interrompere il processo di arricchimento dell’uranio e a collaborare con l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) nonostante i numerosi moniti delle Nazioni Unite. Nel luglio 2015 il Palazzo di Vetro ha però approvato una risoluzione per eliminare le sanzioni comminate
all’Iran a fronte dell’arresto del programma nucleare, approvata anche da Bruxelles ma non da Washington. Parte del merito di tale risultato è da imputarsi alla Presidenza di Hassan Rouhani, eletto nel 2013 e riconfermato lo scorso giugno, leader del partito moderato locale. Permangono tuttavia forti divisioni all’interno del Paese, sfociate nelle ultime settimane in violente proteste da parte delle frange più conservatrici della popolazione, conclusesi con l’arresto di 3.700 persone tra cui l’ex Presidente Ahmadinejad.
Fonte: Centro Studi Tosetti Value

La tavola rotonda
Tosetti Value nell’ambito del progetto Prospettive ha proposto un approfondimento sull’Iran.
Si tratta del primo appuntamento del 2018, parte del filo rosso che il Family office, attraverso le contaminazioni tra arte ed economia, sta dipanando sui fattori geopolitici che determinano la crescita, nel desiderio di tracciare una grammatica della visione in cui numeri, valutazioni e immagini, insieme, creino valore aggiunto.
Quanto pesano il vasto patrimonio culturale e la stratificazione di linguaggi architettonici nell’Iran industrializzato? Vi sono possibilità di trovare delle connessioni tra passato e presente nell’attuale dibattito su cultura e architettura della società iraniana odierna? Questi sono alcuni tra gli interrogativi che si evincono dalla ricerca che il maestro Walter Niedermayr ha condotto in Iran nei due lunghi viaggi compiuti nel 2006 e nel 2008.
Ancora una volta, Prospettive parte dallo sguardo dell’artista e in particolare dal progetto in mostra, muovendo attraverso testimonianze autorevoli dai diversi mondi della cultura, dell’economia e dell’imprenditoria. Il desiderio è quello di disegnare un nuovo mosaico di riflessioni e considerazioni su un paese che nella longeva e spesso contraddittoria relazione con l’Europa, prosegue a velocità costante e graduale il suo ambizioso percorso di modernizzazione.

Dialogano:
Walter Niedermayr, Artista
Stefano Chiodi, Storico di Arte Contemporanea
Anna Beatrice Ferrino, CEO Ferrino & c. S.p.A.
Alberto Bradanini, Ambasciatore d’Italia a Teheran dal 2008 al 2013
Roberto Masarin, Imprenditore e manager
Introduce l’incontro, contestualizzando il paese in un breve quadro macroeconomico:
Dario Tosetti, Presidente e CEO di Tosetti Value

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